Lo sapevi che gli italiani sono i maggiori produttori e consumatori al mondo di acqua minerale, e ci sono circa 260 acque minerali diverse in commercio?
Può risultare quindi complicato scegliere un’acqua che sia buona e adatta ai propri bisogni. Bisogna imparare a leggere le etichette, che contengono molti dati, frutto di accurate analisi chimiche e microbiologiche.
Ma davvero l’acqua minerale, spesso pubblicizzata per i suoi effetti benefici, è più buona dell’acqua del rubinetto?

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Cominciamo a capire la differenza tra acqua minerale e acqua potabile.

L’acqua potabile è una risorsa primaria destinata al consumo e a fondamentali attività umane.
La legge la definisce così: “le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori”.

Le proprietà dell’acqua possono essere migliorate, rendendola potabile, tramite processi di potabilizzazione, per esempio con l’aggiunta di cloro come disinfettante.

L’acqua minerale invece sgorga da una sorgente, ed solitamente è venduta in bottiglia. La legge la definisce così: “sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o un giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari (microbiologicamente pure) e proprietà favorevoli alla salute”.

Qualsiasi trattamento chimico che alteri la composizione dell’acqua è vietato.

L’unico trattamento ammesso è l’aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.

Le caratteristiche delle acque minerali dipendono dalla fonte e dai sali minerali che vengono trascinati durante il cammino sotterraneo attraverso le rocce, prima di sgorgare in superficie.

In base al tipo di minerali disciolti (questo valore si chiama residuo fisso), le acque minerali vengono classificate come:

  • Minimamente mineralizzate: il residuo fisso è meno di 50 mg/l
  • Oligominerali: il residuo fisso è compreso fra 50 e 500 mg/l
  • Ricche di Sali minerali: il residuo fisso è maggiore di 1500 mg/l

Non esiste una categoria per l’intervallo 500–1500 mg/l.

Secondo gli esperti le differenze tra acqua minerale e acqua di rubinetto nella maggior parte dei casi, per le persone sane, non è evidente. Per stare bene infatti è necessario bere la quantità minima di acqua che serve a mantenere l’equilibrio idrico nel corpo, e le proprietà benefiche attribuite alle acque minerali hanno valenza scientifica.

Inoltre la legge ha parametri molto stretti per l’acqua di rubinetto (circa 200) e più generosi (solo 48) per l’acqua minerale.
Ad esempio per le acque minerali non esiste un limite o “valore guida” per anioni e cationi principali.

Come esempio, vediamo qui sotto un confronto di alcuni parametri su alcune acque minerali commercializzate e l’acqua dell’acquedotto di Modena.

Parametro (mg/l)Valori previsti dalla legge (Dlgs. 31/01)Acqua minerale Tipo 1Acqua minerale Tipo 2Acqua ModenaAcque minerali (D.L. 542/92 e succ. mod.)
Residuo fisso≤ 150039.2274.81283573
Sodio2000.94.92345 per gli adulti 10 per i bambini
Nitrati500.91.99

Il residuo fisso sono i sali minerali disciolti in acqua.
Più è basso il residuo fisso, più è “leggera” l’acqua.

Il sodio indica la quantità di sale comune presente nell’acqua.
Benché sia meglio non superare la dose quotidiana consigliata (2 g), l’acqua con poco sodio porta a una riduzione trascurabile.

I nitrati sono sostanze nocive, arrivano dai fertilizzanti della concimazione agricola (chimica o naturale) e da scarichi civili.

Come vedi l’acqua di rubinetto è ben al di sotto dei limiti di legge, ed è buona: derivando da falde che si ricaricano, è la possiamo bere!